VALORIZZARE DIFENDERE SALVAGUARDARE LA VAL DI SIEVE

L' Associazione Valdisieve persegue le finalità di tutelare l'ambiente, il paesaggio, la salute, i beni culturali, il corretto assetto urbanistico, la qualità della vita e la preservazione dei luoghi da ogni forma d'inquinamento, nell'ambito territoriale dei comuni della Valdisieve e limitrofi.

17 DICEMBRE A MOLINO DEL PIANO: MERCATINO DISCO SOUPE E TANTO ALTRO

17 DICEMBRE A MOLINO DEL PIANO: MERCATINO DISCO SOUPE E TANTO ALTRO
17 DICEMBRE A MOLINO DEL PIANO: MERCATINO DISCO SOUPE E TANTO ALTRO.

da rifiuto a risorsa


EVENTI

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TUTTI GLI EVENTI DELLE MAMME NO INCENERITORE E NON SOLO: QUI
vedi anche il loro profilo FB

20 Ottobre dalle ore 19.00:
APERICENA A KM ZERO
circolo ARCI la Torretta Molino del Piano, con ROBERTO CAVALLO

A SEGUIRE (ORE 21.00):
ECONOMIA CIRCOLARE E RIFIUTI ZERO, sempre con ROBERTO CAVALLO

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· NUOVA Petizione “Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, Sì alla raccolta differenziata!”

CALENDARIO

mercoledì 13 dicembre 2017

Case Passerini, il comitato mamme chiede chiarezza

Il comitato mamme no inceneritore chiede di conoscere nel dettaglio le spese per il termovalorizzatore (NDR: INCENERITORE) di Case Passerini

FIRENZE — Nuova puntata per la vicenda del termovalorizzatore della piana fiorentina, con il comitato "Mamme no inceneritore"  che ha chiesto "Chiarezza e trasparenza" per le spese dell'impianto di Case Passerini. 
Con una lettera inviata al sindaco di Firenze Dario Nardella, al presidente della Regione Enrico Rossi e ai vertici dell'Ato dei rifiuti Toscana centro, il comitato chiede a quanto ammontano le spese e chi le ha sostenute.

Alla luce di possibili penali in caso di mancato realizzo dell'impianto il comitato chiede "Il rendiconto dettagliato delle spese fin qui sostenute da Qthermo per la realizzazione, se siano già state rendicontate e addebitate nella Tari o se lo saranno nei prossimi anni".

E' attesa sulla vicenda una decisione del Consiglio di Stato ma le "Mamme no inceneritore" sottolineano che è "Nel potere della Regione quello di revocare le autorizzazioni. In tal caso la società può essere indennizzata per le spese già sostenute".

Infine il comitato chiede alla Regione di cancellare il progetto dell'inceneritore di Firenze, la dismissione degli altri impianti in Toscana e l'avvio di politiche di riduzione e riciclo.  



AEROPORTO: Asini o capre (l’imbarazzo della scelta)

Leggendo le roboanti dichiarazioni dei più autorevoli rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e dell’informazione sul definitivo pronunciamento della Commissione VIA del Ministro dell’Ambiente in merito all’aeroporto di Firenze devo – con rammarico, ma anche con grande rabbia – constatare che molti di essi continuano a considerare gli italiani un popolo di beoti, fessi e creduloni a cui raccontare qualsiasi favola.Ritenendo la misura oramai colma, e la pazienza finita, e (mi sia passato il termine) non essendo più disposto a farmi prendere per il culo da questi signori, provo, con una metafora, a spiegare come stanno veramente le cose.
C’è un ragazzo che a scuola è proprio un asino, si potrebbe dire anche una capra. Ai pessimi risultati acquisiti durante l’anno scolastico, dove non riesce a produrre niente di buono, si aggiungono le ovvie conclusioni con pagelle che rimandano il giovane ad ottobre in molte materie e tutte con un bel quattro come voto. La famiglia, riunita a fine anno scolastico in trepidante attesa dopo mesi di incertezze per conoscere la sorte occorsa al proprio pargolo, alla notizia di un così commendevole risultato si lancia in scomposte esultanze ed in festeggiamenti di tale vigore da essere percepiti non solo dai vicini di casa, ma addirittura dagli abitanti dell’intero quartiere dove il “genio” risiede. La particolarità è nel fatto che chi frequenta quella famiglia partecipa con altrettanto entusiasmo alla festa, evitando di porsi interrogativi sul senso di tale felicità (le male lingue dicono che lo fanno per piaggeria, perché si tratta di una famiglia importante), mentre molti altri (quelli che a scuola ci vanno, e sanno bene che cosa vuole dire studiare, applicarsi, approfondire , e come effettivamente devono essere considerati tali risultati) rimangono quantomeno perplessi nel sentire tutti quegli evviva ed alleluia per una pagella di tale caratura, e si interrogano su come andrà a finire la storia.
Quelli che oggi esultano per lo splendido risultato ottenuto con la pronuncia di VIA positiva con 142 prescrizioni sull’aeroporto di Firenze (e sono tanti ed importanti), e che considerano la cosa come la risposta del bene (il progresso) sul male (quei beoti e fessi del rospo smeraldino, citato da tal Gabriele Toccafondi), sono i genitori e gli amici dell’asino o se volete della capra di cui sopra. L’entusiasmo dimostrato (ed ampiamente descritto da tutti i giornali) per tale conclusione è il più ridicolo, imbarazzante, squalificante e purtroppo deprimente spettacolo visto ultimamente.
L’ignoranza, la superficialità, e per certi versi anche la malafede dimostrate da dichiarazioni quali “lavorando seriamente si ottengono risultati concreti”, con cui il Sindaco di Prato esulta per le 142 prescrizioni, mi impongono di chiedere a Biffoni quale serietà potrà mai essere dimostrata presentando progetti abborracciati, avviati con procedure palesemente illegittime, tenuti insieme non da serie elaborazioni di carattere scientifico (tant’è le 142 prescrizioni) ma da intese di sistema. Chiedo al Sindaco anche se pensa che si possa, invece, pretendere di meglio, alla stregua di quanto avviene normalmente in altri paesi di quell’Europa cui ci vantiamo di appartenere, perché il sottoscritto li conosce bene certi progetti di altri paesi, avendo partecipato, a suo tempo, proprio ad incontri con omologhi francesi, austriaci, tedeschi e danesi, aventi per oggetto la progettazione di opere pubbliche sottoposte a VIA.
Per compassione faccio a meno di spiegare la distanza esistente tra noi e gli altri in merito all’approccio culturale alla materia e all’interpretazione del ruolo della pubblica amministrazione quale garante degli interessi della collettività.
Così come la seguente giustificazione: “Siamo contenti che la commissione confermi integralmente l’intero quadro prescrittivo e che ritenga le intere integrazioni fornite da ENAC tali da non variare il giudizio di compatibilità già espresso”, con cui il Presidente di Toscana Aeroporti commenta la conclusione della procedura di VIA mi offende, e penso possa offendere anche molti altri, laddove pensando di avere a che fare con una massa di creduloni ignoranti si azzarda a raccontarci che il tempo trascorso dal dicembre 2016 ad oggi non è tempo perso ma tempo utile, impegnato al servizio della Commissione per aiutarla nel suo gravoso compito, tant’è che il proponente ha inteso, di sua sponte, presentare gravose e costose integrazioni che sono fondamentalmente servite per rafforzare proprio quanto già stabilito l’anno prima.
Ridicole dichiarazioni; sappiamo bene che l’anno trascorso è servito solo per cercare di modificare le già definite 142 prescrizioni non gradite dal proponente, e per farlo si è adoperato ogni mezzo possibile, fino alla emanazione di un decreto ad hoc, già impugnato perché ritenuto incostituzionale. Ma tale era e rimane la superficialità e l’assurdità di questo progetto che poi, nel tentativo di cambiare tutto, la cosa migliore è stata non cambiare niente.
Concludo azzardando una tesi: sfido chiunque a trovare, negli istituti di Pianificazione territoriale di una delle tante Facoltà di architettura presenti in Italia, un Professore che abbia il coraggio di insegnare ai propri allievi come si programma il futuro di una collettività portando ad esempio il modello con cui a Firenze e nella piana fiorentina si sono decise e, in parte realizzate, le tante strutture ed infrastrutture di cui ancora si discute. Nella Firenze bottegaia tutto si fa calcolando: un tanto al chilo.
Fabio Zita, architetto
Ex Membro del Nucleo Regionale Toscano di VIA
Ex Membro della Commissione Nazionale di VIA

Invito di Rossano Ercolini ai sindaci dell’Ato Costa

Nonbruciamoilfuturo
da  | Dic 11, 2017 | NEWS |
Caro Sindaco,
con la presente sono ad invitarLa all’incontro “Ato Costa, il fallimento della politica inceneritorista” che avrà luogo sabato 16 dicembre a Livorno, nel quale comitati ed associazioni dell’universo Rifiuti Zero avanzeranno proposte concrete per favorire nell’area dell’ATO Costa lo sviluppo delle buone pratiche e dell’economia circolare, che nonostante proclami condivisi continua a non vedere concreti finanziamenti per il suo sviluppo.
Al contrario, molte voci ufficiali continuano a pensare secondo il principio “businness as usual”, riproponendo la centralità dell’impiantistica, dello smaltimento e di logiche di privatizzazione e di concentrazione.
Recentemente 17 sindaci di importanti comuni dell’ATO Costa hanno rimarcato che rispetto del 2011, quando venne indicato il percorso di privatizzazione, molte cose sono cambiate – ovviamente noi già all’epoca eravamo contrari a logiche di concentrazione nelle mani di privati – segnalando un cambiamento radicale, a favore dell’approccio fondato sul coinvolgimento delle comunità locali, chiamate a fare la differenza e la differenziata. Molti comuni stanno dimostrando come sia relativamente facile raggiungere e superare il 75% di raccolta differenziata, rendendo marginale e secondario (anche in termini industriali) il ricorso agli impianti di smaltimento, come inceneritori e nuove discariche.Occorre a nostro avviso una MORATORIA del procedimento di gara, per consentire una riflessione condivisa ed aggiornata che sappia fare i conti con la consapevolezza di passare dall’era dei rifiuti a quella dei materiali, delle risorse e della circolarità dei processi economici. Senza dimenticare che a finanziare eventuali piani industriali SONO I CITTADINI, a cui bisogna RESTITUIRE LA PAROLA. L’incontro, ovviamente aperto e plurale, sarà un primo passo in tale direzione. In questo contesto, la Sua presenza è fondamentale in quanto rappresentante della sua Comunità.
Ringraziando in anticipo, porgo distinti saluti.
Rossano Ercolini
Presidente Zero Waste Europe e Zero Waste Italy.


martedì 5 dicembre 2017

PETIZIONE: "CAMBIAMO L'ARIA" - STOP agli INCENERITORI e IMPIANTI di COMBUSTIONE di RIFIUTI e DERIVATI

Di Massimo Piras Movimento Legge Rifiuti Zero 

SOSTIENI con la tua firma e PARTECIPA ATTIVAMENTE alla Campagna nazionale "CAMBIAMO L'ARIA", una attività promossa dal Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare e già sostenuta da varie Associazioni nazionali, mirata a favorire una vastissima aggregazione di organizzazioni civiche – lavoratori e sindacati di base – sindaci ed amministratori.
Chiediamo a tutti quelli che aderiranno che si impegnino a raccogliere le firme per tre diverse Petizioni da presentare ai presidenti di Camera e Senato ed ai membri del nuovo Parlamento eletto, presumibilmente a fine Marzo 2018. Lo scopo è di introdurre nella prossima legislatura le modifiche all’Articolo 35 del Decreto Legge 133/2014 (detto SBLOCCA-ITALIA), al D.M. Sviluppo Economico del 6/7/2012 ed alla Legge 549/1995 che rappresenta la necessità di:
1) FERMARE GLI INCENERITORI, con o senza recupero di energia, E GLI IMPIANTI DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI O LORO DERIVATI (CSS – Biogas – Fanghi). Il Decreto Legge 133/2014 “Sblocca Italia” art. 35 prevede infatti il potenziamento dei 40 impianti esistenti al Centro-Nord e la costruzione di 12 nuovi inceneritori al Centro-Sud in totale antitesi con l’indirizzo Europea verso il recupero di materia ed il riutilizzo dei beni per la nuova “economia circolare”.
2) REVOCARE GLI INCENTIVI, sotto forma di Certificati Verdi, ai cosiddetti “IMPIANTI IBRIDI” come gli INCENERITORI ED IMPIANTI DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI O LORO DERIVATI (CSS – Biogas – Fanghi). Il Decreto Ministero Sviluppo Economico del 6/7/2012 ancora prevede di incentivare gli inceneritori e gli impianti “ibridi” di combustione di rifiuti con i Certificati Verdi, sebbene questi impianti non producono “energia da fonti rinnovabili” ma per la U.E. sono “impianti di smaltimento”.
3) ESTENDERE L’ATTUALE ECO-TASSA A TUTTI GLI IMPIANTI DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI, rinominandola come WASTE TAX, e prevedendo che sia devoluto INTERAMENTE A FINANZIARE RIDUZIONE – RICICLO – RECUPERO DI MATERIA.La legge 549/1995 ha introdotto la Eco-Tassa per disincentivare il ricorso alle discariche di rifiuti, prevedendone l’importo minimo e massimo del tributo da versare alla Regione secondo un importo approvato ogni anno. L’Eco-Tassa è pagata dai gestori di discariche ma con la Legge 221/2015 è stata estesa anche agli inceneritori senza recupero di energia ma limitando al solo 20% dell’importo, impianti di cui lo Sblocca Italia ha imposto la generale riconversione a recupero di energia.  La petizione prevede inoltre che il gettito della Eco-Tassa sia devoluta dalle Regioni interamente, e non solo per il 20% oggi previsto, per finanziare progetti di riduzione dei rifiuti, di recupero di materia e di bonifica di siti inquinati.
Per le centinaia di LAVORATORI che lavorano dentro e per le migliaia di PERSONE che vivono accanto a questi IMPIANTI TOSSICI, le cui polveri ultra-fini o nanoparticelle arrivano anche a centinaia di chilometri con i venti prevalenti, IL DANNO ALLA SALUTE è certificato da decine di indagini epidemiologiche e di studi scientifici basati sull’enorme aumento rilevato di PATOLOGIE CANCEROGENE e diverse altri danni al SISTEMA ENDOCRINO, al SISTEMA CARDIO-VASCOLARE, al SISTEMA RESPIRATORIO ed ulteriori patologie.
L’Europa ha previsto la graduale DISMISSIONE degli INCENERITORI in esercizio in quanto tecnologia obsoleta, l’Italia ha aderito e votato IN SEDE EUROPEA a favore dell’ECONOMIA CIRCOLARE, mentre in SEDE NAZIONALE ha approvato il DECRETO LEGGE 133/2014 detto SBLOCCA-ITALIA che all’articolo 35 prevede esattamente il CONTRARIO, motivo per cui abbiamo depositato RICORSO AL TAR LAZIO contro il Decreto attuativo il cui esito sarà stabilito il 28 febbraio 2018.
Infatti il potenziamento dei 40 INCENERITORI esistenti e la costruzione di 12 NUOVI INCENERITORI ha posto una pesantissima IPOTECA SUL FUTURO, dato che per ammortizzare il costo di un INCENERITORE da 300 MILIONI DI EURO NECESSITANO ALMENO VENTI ANNI DI ESERCIZIO “INCENTIVATO” con fondi pubblici dal Gestore Servizio Elettrico.
Il TESTO COMPLETO della proposta di legge è visionabile al seguente link:  http://www.leggerifiutizero.org/sito/attachments/article/29/4-wastetax_modulo%20finale.pdf 
ed invitiamo a SCARICARE E STAMPARE :
1) i MODULI CARTACEI di questa e delle altre due PETIZIONI in A3 su unico foglio fronte/retro per la RACCOLTA FIRME in piazza o tra i tuoi contatti, raccolta che NON richiede alcuna autenticazione;
2) le ISTRUZIONI che spiegano modalità per la raccolta firme cartacea e l'invio dei MODULI compilati presso la sede nazionale a ROMA;
3) la BROCHURE in A4 che spiega in termini semplici i contenuti di tutti e tre i temi;
3) il MODULO DI ADESIONE per Comitati ed Associazioni che si battono su questi temi ambientali e che vogliano far parte del Comitato Promotore Nazionale e diventare referenti comunali /provinciali / regionali della Campagna;
4) la bozza di DELIBERA COMUNALE x fare aderire il SINDACO / gli Amministratori del tuo COMUNE alla Campagna Nazionale "CAMBIAMO L'ARIA".
TUTTI I MATERIALI sono sempre scaricabili dal SITO WEB www.leggerifiutizero.org 
INFO ed invio di adesioni e foto da pubblicare sul sito a: leggerifiutizero@gmail.com       
Questa petizione sarà consegnata a:
  • Presidente della Repubblica Italiana
    Sergio Mattarella
  • PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI Laura Boldrini
  • PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA Pietro Grasso
    • Luigi Di Maio
      Ufficio presidenza M5S alla Camera dei deputati
    • Giulio Marcon
      Capigruppo Senato della repubblicaUfficio presidenza S.I. alla Camera dei deputati
    • Giovanni Endrizzi
      Capigruppo M5S Senato della repubblica
    • Loredana De Petris
      Capigruppo S.I. Senato della repubblica
    • QUI  LINK  DIRETTO

Comunicato stampa: Aeroporto, gli uomini in cravatta festeggiano la "bocciatura mascherata" della VIA ministeriale. Sapranno rispettare la legge?

"Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su La Città invisibile, rivista del laboratorio politico perUnaltracittà – Firenze, a questo indirizzo [QUI il link originale] con licenza BY-NC-SA 3.0."

La Commissione tecnica VIA del Ministero dell'Ambiente ha integralmente confermato l'intero quadro prescrittivo contenuto nel parere già approvato a suo tempo. Si tratta di 142 prescrizioni che, per il peso che rivestono sul progetto, si trasformano a tutti gli effetti in una “bocciatura mascherata” dell'intera iniziativa voluta da Toscana Aeroporti, Matteo Renzi, Marco Carrai, Enrico Rossi, Dario Nardella, Confindustria, Confartigianato, Cna, uomini in cravatta e compagnia cantante. 

Già cantante, perché su questa approvazione si leggono ovunque commenti "estremamente entusiasti" (per citare Corporacion America Italia, azionista di controllo di Toscana Aeroporti). A tali personaggi - e a chiunque voglia affrontare il tema in buona fede - consigliamo però la lettura del pezzo di Fabio Zita* "Le 142 prescrizioni che rendono infattibile l’aeroporto di Renzi e Carrai[https://goo.gl/uspmBc] a suo tempo pubblicato su "La Città invisibile", rivista di perUnaltracittà, che mostra come l'ampliamento dell'aeroporto fiorentino sia sostanzialmente irrealizzabile. Ricordiamo che, a fronte del parere oggi richiamato in toto dal Ministero, era stata predisposta una modifica pesante della normativa nazionale sulla VIA, che avrebbe dovuto consentire ai proponenti di evitare proprio la mole delle prescrizioni che oggi tornano in vigore. Modifica che, sia detto en passant, ha smontato l'efficacia della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, e che pagheremo a caro prezzo in futuro. Il gioco delle tre carte per questa volta non è riuscito, e immaginiamo il fiele ingoiato dietro i sorrisi di circostanza di Sindaco, Confindustria & Co.

Poi, se i signori su citati vogliono continuare a festeggiare... festeggino pure. Sappiano che questa volta non finirà come nel 2003, quando la società Aeroporto di Firenze ignorò le prescrizioni e ingrandì illegittimamente lo scalo. Si legga a tal proposito "Peretola fuori legge dal 2003. Pubblicati grazie ai Comitati i documenti segreti sulla Valutazione di Impatto Ambientale" [https://goo.gl/jZDajU]. I cittadini e le forze migliori della città e della Piana tutta vigileranno affinché non si commettano scempi ambientali, giuridici, politici. 

perUnaltracittà - Laboratorio politico

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*Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.
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DI  · 27 FEBBRAIO 2017

Le 142 prescrizioni che rendono infattibile l’aeroporto di Renzi e Carrai

L’aeroporto di Firenze e l’insostenibile leggerezza del Master Plan
In attesa che il prossimo 10 marzo, con la presentazione del progetto per il nuovo stadio di Firenze, il Sindaco Nardella annunci finalmente dove e come saranno localizzate e distribuite le funzioni  di cui si parla oramai da tempo immemorabile (mercafir, stadio, aeroporto), ho pensato di leggere (attentamente) le 216 pagine del parere della Commissione nazionale di VIA sull’aeroporto di Firenze e mi permetto di giudicarle un mero esercizio di equilibrismo terminologico e dialettico.
Partendo dalla doverosa ricostruzione  degli aspetti amministrativi del procedimento, il documento riporta l’elenco delle osservazioni (analizzate e contro dedotte in sede istruttoria) e, prendendo atto dei pareri del Mibac e della Regione Toscana e del pronunciamento del TAR (attraverso la sentenza 1310/2016 su questioni di merito poste da ricorrenti), si dilunga in una  approfondita descrizione dei contenuti dei tre quadri di riferimento (programmatico, progettuale e ambientale) in cui è suddiviso lo studio di impatto ambientale presentato dal proponente.
L’istruttoria si conclude con l’espressione del parere positivo della Commissione condizionato dall’ottemperanza di 62 prescrizioni, a loro volta contenenti circa 80 sub-prescrizioni, per un totale quindi di circa 142 indicazioni obbligatorie ai fini della realizzazione dell’intera opera.
Rispetto all’abnorme numero di “condizioni” a cui è sottoposto il progetto dell’aeroporto di Firenze, prima di commentarne i contenuti, vorrei ricordare quanto già dichiarato in occasione di una precedente riflessione relativa allo stesso argomento, e cioè che, in tema di valutazioni ambientali, vi è un rapporto inversamente proporzionale tra la qualità del progetto e il volume del quadro prescrittivo elaborato dall’autorità competente per la valutazione: a forti carenze del progetto e dello studio di impatto tende a corrispondere un alto numero di prescrizioni, finalizzate a sopperire a quanto non è stato approfondito nella proposta.
Se,  di per se, non bastasse  a generare preoccupazione il dato numerico (partendo dalla constatazione che 142 prescrizioni sono, a  tutti gli effettiuna “bocciatura mascherata” dell’iniziativa), la conferma dell’irrealizzabilità dell’aeroporto (almeno allo stato attuale delle conoscenze) emerge chiaramente  dal “peso” di alcune prescrizioni.
Il particolare  mi soffermo sui temi più rilevanti, citandone i contenuti e commentandone le conseguenze.
  • Rischio di incidente aereo
Con la prescrizione n. 3 la Commissione ha imposto la redazione di “uno studio riferito agli scenari probabilistici sul rischio di incidenti aerei considerato anche l’uso esclusivamente monodirezionale della pista … Lo studio dovrà essere redatto da soggetto terzo pubblico con esperienza per la previsione del rischio degli incidenti aerei mediante modelli di calcolo. Lo studio dovrà descrivere e quantificare i possibili rischi per la salute umana e per l’ambiente…. con  la stima dei danni materiali attesi … Lo studio dovrà anche individuare le misure … per eliminare o ridurre il danno, misure inclusive della delocalizzazione delle preesistenze qualora emerga un rischio per la perdita di vite umane …”.
 Dunque, il proponente, prima che il Ministro delle infrastrutture approvi definitivamente  l’opera, dovrà rivolgersi ad un organismo pubblico al quale sarà dato l’onere di descrivere  il rischio di incidente aereo, perché tale imprescindibile analisi non ha fatto parte della documentazione  presentata, pur trattandosi di  un tema quale la perdita di vite umane, la cui rilevanza credo sia inoppugnabile.
Stante tutto ciò, mi chiedo quale credibilità possa avere un parere espresso in assenza di elementi di tale importanza, in grado di condizionare, qualora correttamente evidenziati,  la stessa realizzabilità del progetto.
  • Stabilimenti a rischio di incidente rilevante presenti nell’intorno aeroportuale
Con la prescrizione n. 4, la Commissione, così come per la prescrizione n. 3, certifica un’altra sostanziale carenza progettuale, riferita alla necessità di evidenziare “… la probabilità di accadimento di un impatto aereo sugli stabilimenti circostanti l’aeroporto, in particolare su quelli classificati dalla Direttiva Seveso come a rischio di incidente rilevante. Questa stima sarà finalizzata a valutare tutti i possibili effetti domino o di amplificazione e a definire idonee procedure di sicurezza …
Valgono per questo argomento le stesse considerazioni fatte al punto precedente, ricordando  – quindi –  che attualmente nulla si sa del  rapporto tra le modalità di sorvolo del territorio  e le attività insediate.
  • Terre e rocce da scavo
L’Argomento, per Firenze, è delicato, visti i precedenti relativi alla TAV (tra l’altro ancora non risolti a 5 anni dalle indagini della magistratura).
La prescrizione n.8 sub c), conclude dichiarando “La presentazione del Piano di utilizzo [delle terre e rocce da scavo] al MATTM (art. 5 DM 161/2012) è condizione necessaria alla preventiva autorizzazione alla realizzazione di qualsiasi opera prevista …
Tale condizione è totalmente in contrasto con i contenuti dello stesso art. 5 del DM 161/2012 citato, che impone invece (opportunamente) la presentazione del Piano di utilizzo “… prima dell’espressione del parere di valutazione ambientale”, e non prima dell’autorizzazione alla realizzazione.
La questione – tra l’altro – era già stata trattata nel parere VIA della Regione Toscana, ove si dichiarava l’illegittimità del procedimento, proprio con riferimento alla mancanza tra i documenti del richiamato Piano di utilizzo.
E’ quindi del tutto incomprensibile come la Commissione, in totale difformità dalla legge, abbia potuto rimandare ad una fase procedimentale successiva alla VIA la presentazione di un elaborato la cui importanza è legata anche ai quantitativi in gioco (oltre 3 milioni di mc di terre, o altro che dovranno essere rimosse e/o trattate).
Valgono- purtroppo – anche per questo argomento le stesse considerazioni in merito alla attendibilità di un giudizio di compatibilità ambientale, che più che a uno strumento di tutela da eventuali impatti sembra assomigliare ad una cambiale da scontare.
4) Fosso reale: attraversamento autostrada A11
Con la prescrizione n. 29 si impone  al proponente, in sede di progettazione esecutiva, di “sviluppare la soluzione di attraversamento della autostrada A11 …. risolvendo la problematica tecnica evidenziata nel parere del Genio Civile di Bacino Arno …”.
Nella sostanza la Commissione è costretta a constatare che il progetto, relativamente alle opportune modifiche al Fosso reale per consentirne il  passaggio sotto il rilevato autostradale in assoluta sicurezza, non individua soluzioni accettabili, ma ciò non  ha impedito alla Commissione stessa di esprimersi favorevolmente anche con riferimento agli aspetti idraulici, seppure attribuendo ad elaborazioni da presentare nella successiva fase autorizzativa l’onere di trovare soluzioni alla problematica.
Alla luce di tali gravi carenze progettuali (alle quali si devono aggiungere molte altre che non cito), le imbarazzanti conclusioni del parere sono totalmente contrarie ai principi che regolano le procedure di valutazione, e inducono a delegittimare – di fatto – il ruolo stesso della Commissione (e la finalità per cui è stata istituita), minandone la credibilità e producendo il solo effetto di allontanare ancor di più i cittadini dalle istituzioni.
Per essere più chiaro e diretto potrei dire che la fiducia riposta – oggi – nel lavoro della Commissione è la stessa che ognuno di noi avrebbe nei confronti di un meccanico che giudica le prestazioni di una automobile senza conoscerne le caratteristiche, o di uno chef che commenta una pietanza senza averla assaggiata.
Sarebbe l’ora che tutto questo finisse, che ognuno tornasse a fare il proprio mestiere (in scienza e coscienza): che chi è chiamato a valutare lo facesse in autonomia e chi deve decidere evitasse di cercare sempre compiacenti coperture.
I virtuosi comportamenti che dovrebbero caratterizzare le azioni quotidiane di tutti coloro che operano per il bene della società furono rappresentati già sette secoli fa da Ambrogio Lorenzetti nell’allegoria del “Buon governo”, ma, a quanto pare, perché tutto ciò entrasse nel sentire comune, non è bastato fissarlo su un muro. 
P.S.  Dei 48 membri della Commissione VIA, 35 hanno sottoscritto il parere e 10 sono risultati assenti.  Tre sono i membri che hanno espresso un parere contrario: chapeau!
*Fabio Zita
Fabio Zita
Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.